Trekking in Tuscia, alla scoperta dell’antica Monterano

Dopo un’intera settimana di lavoro in città, il weekend abbiamo spesso voglia di natura. Ed ecco qui che la vicina Tuscia Romana ci chiama a gran voce! Stavolta ci siamo avventurati nella riserva naturale regionale di Monterano.

Come arrivare a Monterano e dove parcheggiare

I percorsi naturalistici iniziano in vari punti, noi abbiamo scelto di partire dalle cascate della Diosilla: lo trovate sul navigatore e vi porta dritti al parcheggio dove poter lasciare l’auto.

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Antica Monterano

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Cascate Diosilla: 42.133354, 12.083101
Zolfatara: 42.133389, 12.082268
Cavone: 42.133358, 12.081593
Antica Monterano, la Città fantasma: 42.133813, 12.078524
Acquedotto rinascimentale: 42.133579, 12.079352
Convento Bonaventura: 42.133487, 12.078789
Monterano Film: 42.133485, 12.078580

Da Roma abbiamo scelto di percorrere la via Braccianense, imboccata dall’uscita 4 del GRA, che oltre ad essere piacevole e ben asfaltata è anche senza pedaggi.

I percorsi per raggiungere l’antica Monterano

Dalle cascate partono tre percorsi di diversa difficoltà: verde, giallo e rosso.

Noi abbiamo fatto un mix tra percorso rosso e giallo poiché il primo risulta attualmente inagibile (marzo 2020). Dal parcheggio abbiamo subito imboccato la scalinata che conduce giù alle cascate della Diosilla che però non sono affascinanti cascate dall’acqua blu, ma, a causa dello zolfo, sono caratterizzate da un colore giallastro. Da lì si forma il torrente Bicione che è uno degli affluenti del non molto lontano fiume Mignone.

Monterano cascate di Diosilla

Monterano, cascate della Diosilla

Purtroppo l’inizio del percorso rosso, che costeggia il torrente e poi si arrampica nel bosco, è subito interrotto e quindi risaliamo le scale per tornare sul sentiero giallo che seguiamo fino alla zolfatara.

Monterano zolfatara

Monterano, zolfatara

Monterano zolfatara

Monterano, la zolfatara

Qui ci sono delle pozze piene d’acqua che ribolle e odora fortemente di zolfo. Sotto i nostri piedi la terra, una volta vulcanica, permette la risalita delle acque termominerali dando origine ad attività solfatariche. Questo paesaggio lunare si mischia con la moltitudine di rocce sulle rive del fiume rendendo il tutto ancora più particolare.

Le rovine dell’antico borgo di Monterano

Attraversiamo il fiume e da qui possiamo riprendere il percorso rosso che si inerpica su un ripido sentiero che porta fino all’antica Monterano. Questa è la parte che più ci è piaciuta per via della natura rigogliosa che ti circonda a 360°. Incontriamo a metà sentiero il Cavone, un passaggio che permette un agevole collegamento tra il pianoro dell’antica città ed il sottostante Fosso del Bicione, all’altezza della zona delle antiche miniere di zolfo. A causa di smottamenti e crolli però l’ingresso non è consigliato e, come nel nostro caso, non è stato accessibile.

tuscia monterano acquedotto

Acquedotto romano Monterano

Proseguendo la passeggiata, attraversando la rigogliosa vegetazione, arriviamo fino al borgo antico, dove ad aspettarci ci sono le antiche rovine di Monterano. Immergendoci completamente nell’aria di storia che si respira in ogni angolo. Capirete di essere arrivati, trovandovi di fronte l’antico ed imponente Acquedotto Romano, restaurato nel secolo scorso, che con il ponte di circa 13m collegava il paese con il vicino pianoro. Continuando, ci siamo imbattuti nel Castello medievale, diventato poi palazzo baronale ed infine arriviamo alla suggestiva vallata nella quale spicca il Convento di Bonaventura, di fronte il quale si trova intatta la fontana del Bernini.

Convento di Bonaventura e fontana del Bernini, Monterano

Pochi passi più in la troviamo i ruderi della Chiesa di San Rocco, il campanile della cattedrale ed alcune case nei dintorni del palazzo. Particolarità affascinante è stata trovare all‘interno del Convento la presenza di un albero di fico secolare e protagonista di set cinematografici come Il marchese del grillo (1981) e Ben-Hur (1959).

Convento di Bonaventura, Monterano, fico secolare

Concludere la giornata con un “Sig. Panino” nel Borgo di Bracciano

La giornata si è conclusa con una passeggiata nel grazioso borgo di Bracciano e colti da “crampi” di fame per la lunga camminata ci siamo imbattuti nella Cirioletta Ignorante, piccolo locale di street food a pochi metri dal Castello Odescalchi. E’ qui che ci siamo dimenticati le fatiche del trekking grazie alla bontà dei panini mangiati.

 

Ti è venuta voglia di fare un altro giro in questa zona? Scopri le nostre gite nella Tuscia!

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